Dal 3 al 27 febbraio 2026 scopri la rassegna cinematografica ispirata alla mostra Graphic Japan. Da Hokusai al Manga.
Il programma della rassegna, organizzata in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna, prevede 11 proiezioni al Cinema Modernissimo di Bologna (Piazza Re Enzo, 3).
Tutti i film sono in lingua originale e sottotitolati in italiano.
Presentando il biglietto d'ingresso della mostra Graphic Japan al Cinema Modernissimo si ha diritto all'ingresso ridotto a una delle proiezioni della rassegna e con il biglietto delle proiezioni si può accedere all'ingresso ridotto alla mostra.
martedì 3 febbraio 2026, ore 19.45
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"I racconti della luna pallida d'agosto" di Kenji Mizoguchi — CONTINUA A LEGGERE ↓“Tratto da due novelle della raccolta Racconti di pioggia e di luna di Ueda Akinari (1776), il più celebre film di Mizoguchi si presenta sotto forma di un romanzo d’iniziazione che narra i destini intrecciati o paralleli di quattro personaggi. In ciascuno dei suoi film, Mizoguchi descrive un aspetto dell’esperienza umana: in questo caso la più universale di tutte, ossia la guerra, di fronte alla quale ogni esistenza si trova fondamentalmente rimessa in causa. Come Notte senza fine di Walsh e Ordet di Dreyer, I racconti della luna pallida d’agosto vuole descrivere la totalità cosmica del mondo. Il fondo del cuore umano, i misteri del cielo, il visibile e l’invisibile sono il soggetto, smisurato, del film” (Jacques Lourcelles).
Introduce Rossella Menegazzo, curatrice della mostra.
martedì 3 febbraio 2026, ore 21.45
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"Big man japan" di Hitoshi Matsumoto — CONTINUA A LEGGERE ↓Quella di Daisatou sarebbe la vita ordinaria di un uomo di mezza età separato dalla moglie, se non fosse per il superpotere ereditato dal padre e dal nonno: quello di crescere fino a trenta metri d’altezza per proteggere il Giappone dai mostri giganti che lo minacciano. Ma la sua fama di eroico combattente è in declino presso i concittadini. Hitoshi Matsumoto rielabora in una chiave originale la tradizione del kaiju eiga, il film di mostri alla Godzilla tipico della fantascienza giapponese, e racconta la gesta del suo protagonista in forma d’ironico mockumentary.
lunedì 9 febbraio 2026, ore 22.15
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"Belladonna of Sadness" di Eiichi Yamamoto — CONTINUA A LEGGERE ↓Nella Francia medievale, la bella Jeanne sposa l’amato Jean, ma i soprusi e le violenze che dovrà affrontare la porteranno tra le braccia del diavolo e infine al rogo. Ispirato al saggio La strega di Jules Michelet (di cui mantiene l’anima anticlericale e protofemminista) e influenzato dalla pittura simbolista e dalle opere di Gustav Klimt, è l’ultimo film della trilogia Animerama (dopo Senya Ichiya Monogatari e Kureopatora) e l’unico non co-diretto da Osamu Tezuka. L’insuccesso commerciale causò il fallimento della Mushi e fece sparire il film per quasi trent’anni.
martedì 10 febbraio 2026, ore 20.15
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"Una pagina di follia" di Teinosuke Kinugasa— CONTINUA A LEGGERE ↓Un uomo accetta di lavorare come inserviente in un manicomio per stare vicino alla moglie impazzita. Capolavoro di Kinugasa, da un soggetto dello scrittore Yasunari Kawabata (anche tra gli sceneggiatori), “è un classico dell’avanguardia che segnò un’eccezione nella carriera del regista, che aveva già diretto più di trenta film narrativi commerciali, oggi quasi tutti perduti. Nel contesto di un cinema giapponese ancora sostanzialmente votato alla linearità narrativa e alle forme popolari, era un’opera rivoluzionaria” (Alexander Jacoby e Johan Nordstrom).
sabato 14 febbraio 2026, ore 20.00
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"Hokusai" di Hajime Hashimoto — CONTINUA A LEGGERE ↓Un ritratto del leggendario pittore e incisore giapponese Katsushika Hokusai, autore delle celebri Trentasei vedute del Monte Fuji, che con le sue opere ha ispirato artisti come Van Gogh, Monet e Gauguin. Hashimoto e il suo sceneggiatore Ren Kawahara ne ripercorrono con accuratezza la lunga vita, dalla giovinezza alla completa affermazione fino agli ultimi anni, senza tralasciare il difficile contesto storico-sociale in cui è matura l’esperienza artistica di Hokusai, costretto a lottare per coltivare il proprio talento.
venerdì 20 febbraio 2026, ore 22.15
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"Sogni" di Akira Kurosawa — CONTINUA A LEGGERE ↓“Parlando dei sogni, Dostoevskij sostiene che sono l’espressione visiva dei nostri desideri e delle nostre angosce sepolte nel profondo di noi stessi. Incuriosito da questa osservazione, ho voluto saperne di più sull’argomento e ho cominciato a prendere nota dei miei sogni. [...] Così quello che doveva essere un oggetto di studio personale è diventato un film, che si intitola appunto Sogni. Non è una sorta di Amarcord personale, non intendevo cioè parlare di me, del mio passato in questo film, ma del ‘sogno’ in quanto forma di espressione originale” (Akira Kurosawa).
sabato 21 febbraio 2026, ore 15.30
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"Il ragazzo e l'airone" di Hayao Miyazaki— CONTINUA A LEGGERE ↓Il dodicenne Mahito ha perso la madre durante la guerra (siamo nella Tokyo del 1943) e si trasferisce in campagna col padre. Guidato da uno strano airone, si avventura in un regno misterioso e fantastico. Ispirato a ricordi d’infanzia e al romanzo di Genzaburo Yoshino E voi come vivrete? (titolo originale anche del film), è un toccante racconto di formazione che sorprende per la capacità di creare universi e personaggi mitici e surreali, di raccontare la tragedia della guerra e del lutto e l’incanto magico dell’infanzia.
Introduce Francesco Vitucci (Associazione culturale Takamori)
lunedì 23 febbraio 2026, ore 19.45
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"Il male non esiste" di Ryûsuke Hamaguchi — CONTINUA A LEGGERE ↓Dopo l’Oscar per il miglior film straniero vinto nel 2022 con Drive My Car, Ryusuke Hamaguchi torna dietro la macchina da presa per raccontare l’opposizione di un intero villaggio, situato tra i boschi intorno a Tokyo, alla costruzione di un camping di lusso. “Il vero obiettivo del film è riuscire a trasmettere allo spettatore, in una maniera quasi fisica, il piacere e l’incanto di un rapporto panico con la Natura, la cui rottura sarà all’origine del sorprendente e misterioso dramma finale” (Paolo Mereghetti). Gran Premio della Giuria a Venezia 2023.
martedì 24 febbraio 2026, ore 22.30
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"Saya Zamurai" di Hitoshi Matsumoto — CONTINUA A LEGGERE ↓Kanjuro ha gettato la spada. Letteralmente. Non gli è rimasto che il fodero di quella che era la sua affilata arma di samurai. In fuga con la figlia Tae, è catturato da un clan rivale, il cui signore gli offre la libertà se riuscirà a far sorridere suo figlio, inconsolabile dopo la perdita della madre. Hitoshi Matsumoto, celebre comico in patria, oltre che regista, mescola parodia del jidai-geki (il film di cappa e spada giapponese), gag visive e favola morale. “Il bizzarro connubio tra un racconto zen e un film di Stanlio e Ollio” (Jean-François Rauger).
giovedì 26 febbraio 2026, ore 20.30
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"Rashomon" di Akira Kurosawa — CONTINUA A LEGGERE ↓“Rashomon sarebbe stato il mio banco di prova, l’occasione in cui avrei potuto sperimentare le idee e le intenzioni che scaturivano dalle mie ricerche sul cinema muto. Decisi di usare il racconto Nel bosco di Akutagawa, che scende nelle profondità del cuore umano come un chirurgo armato di bisturi [...] Questa sceneggiatura ritrae esseri umani che non riescono a sopravvivere senza bugie che li facciano sentire migliori di quel che sono in realtà. [...] Questo film è come uno strano dipinto su rotolo che viene dispiegato e proiettato dall’ego” (Akira Kurosawa).
Introduce Francesco Vitucci (Associazione culturale Takamori)
venerdì 27 febbraio 2026, ore 22.00
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"Kwaidan – Storie di fantasmi" di Masaki Kobayashi — CONTINUA A LEGGERE ↓Un classico dell’horror nipponico.
Quattro episodi ispirati alle storie di fantasmi del folklore giapponese raccolte da Lafcadio Hearn. Apparizioni, illusioni, spiriti che varcano la soglia tra la vita e la morte.
Kobayashi traduce le atmosfere inquietanti e angoscianti con una minuziosa attenzione formale: “tutti i virtuosi tocchi di stilizzazione non fanno che sottolineare che si può viaggiare fino ai confini più remoti dell’immaginazione solo per trovare un vuoto immenso e terrificante” (Geoffrey O’Brien).
Premio speciale della giuria a Cannes 1965.
Introduce Francesco Vitucci (Associazione culturale Takamori)
martedì 24 febbraio 2026, ore 22.30
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"Saya Zamurai" di Hitoshi Matsumoto — CONTINUA A LEGGERE ↓Kanjuro ha gettato la spada. Letteralmente. Non gli è rimasto che il fodero di quella che era la sua affilata arma di samurai. In fuga con la figlia Tae, è catturato da un clan rivale, il cui signore gli offre la libertà se riuscirà a far sorridere suo figlio, inconsolabile dopo la perdita della madre. Hitoshi Matsumoto, celebre comico in patria, oltre che regista, mescola parodia del jidai-geki (il film di cappa e spada giapponese), gag visive e favola morale. “Il bizzarro connubio tra un racconto zen e un film di Stanlio e Ollio” (Jean-François Rauger).